Tanti nuovi noi virtuali

bambino che gioca I polpastrelli gonfi e doloranti, le dita sudate e gli occhi sgranati.
Un sussulto di gioia se si riesce a raggiungere il traguardo previsto e qualche imprecazione urlata o borbottata se si perde.
Il nostro alter ego è li, dentro lo schermo ed ha sete di vittoria.
Che sia un gioco d’avventura, d’azione, horror o strategico, che il nostro io sul monitor sia un assassino, uno sportivo super famoso, un extraterrestre, noi siamo con lui.
Che il mondo in cui si giochi sia quello in cui viviamo tutti i giorni, che l’ambientazione sia surreale e fantastica, che sia un campo di calcio o un prato da golf; ogni fibra del nostro essere è tesa, pronta ad accogliere la sfida.
Che si sia bambini, adolescenti o adulti, che si sia donne o uomini, bisogna ammettere che i videogames non conoscono limiti di età o di genere.
Dai più semplici ai più complessi, dalle sfide singole ai multiplayer, dall’educational game al platform, il mondo dei videogiochi offre infinite possibilità di scelta.
Basta sapersi mettere in gioco (in tutti i sensi), saper accettare le sconfitte se necessario e preparare saggiamente la mente ed il corpo alla ricezione di stimoli differenti. Disposto in prima linea a destare la fantasia, a vivere direttamente esperienze, che senza i videogames, non si sarebbero mai potute pensare, immaginare, vivere.

Immagine: lassedesignen – FotoliaSimilar Posts:

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